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	<title>Centro Walter Tobagi - Pisa</title>
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		<title>NUOVO PENSIERO, NON ESISTE IL DIVENIRE, T OH LA COSCIENZAA</title>
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<category domain="https://www.tobagi.eu/spip.php?rubrique11">FILOSOFIA</category>


		<description>La filosofia moderna ha tradizionalmente interpretato la nascita e la morte attraverso lenti materialiste, esistenzialiste o metafisiche, spesso vedendo la morte come la fine definitiva dell'individuo. Oggi La fisica quantistica, con i suoi concetti controintuitivi, sta profondamente trasformando questo paradigma, suggerendo che nascita e morte potrebbero essere transizioni di stato piuttosto che inizi o fini assoluti. Ecco un'analisi della nascita e della morte alla luce della filosofia (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;La filosofia moderna ha tradizionalmente interpretato la nascita e la morte attraverso lenti materialiste, esistenzialiste o metafisiche, spesso vedendo la morte come la fine definitiva dell'individuo. Oggi La fisica quantistica, con i suoi concetti controintuitivi, sta profondamente trasformando questo paradigma, suggerendo che nascita e morte potrebbero essere transizioni di stato piuttosto che inizi o fini assoluti.
Ecco un'analisi della nascita e della morte alla luce della filosofia moderna e della meccanica quantistica : La Nuova Scienza (Quantistica) e la Riscoperta della Coscienza
Morte come &quot;dissipazione&quot; dell'informazione : Secondo interpretazioni avanzate della fisica quantistica, come quella proposta dal fisico Stuart Hameroff, l'informazione quantistica contenuta nei microtubuli dei neuroni non viene distrutta con la morte biologica, ma si dissipa nell'universo. La nuova scienza La quantistica dal canto suo suggerisce suggerisce che la realt&#224; non esista indipendentemente dall'osservatore. Infatti a livello subatomico il reale non &#232; definibile con certezza perch&#233; non possiede realt&#224; definite come posizione e velocit&#224; finch&#233; non giunge l'osservazione o la misura. Come si sa e pi&#249; volte ricordato, prima di qualsiasi osservazione le particelle quantistiche esistono in una sovrapposizione di stati. e ci&#242; significa che si trovano in tutti i luoghi o stati possibili del campo quantistico che formano e lo sono in contemporanea. E' l'atto di misura o di osservazione, di interagire con, che fa scegliere uno stato definito alla particella collassando la funzione d'onda. L'osservatore non &#232; implica una persona che misura o osserva, ma semmai &#232; una interazione tra il campo quantistico dove avviene tutto ci&#242; e lo stesso campo che collassa la funzione d'onda alla scelta di un punto dove mettersi della particella. La cosa &#232; meglio compresa se si pone attenzione sul fatto che per esempio gli elettroni se non osservati si comportano come onde che con l'esperimento della doppia fenditura ,passano da entrambe le fenditure , Se per&#242; si mette un sensore per osservarne il passaggio essi si comportano come particelle , e passano da una sola parte. E' come se avvenisse il fenomeno della scelta delle particelle e questo pone ampie riflessioni su chi produce la scelta di cambiare lo stato da onda a particella o di scegliere uno stato fra la sovrapposizione di tanti stati dove collocarsi. Tutto ci&#242; come detto avviene nel campo quantistico, dove opera la geometria vettoriale di Hilbert e la matematica dei numeri complessi. E' questo collasso della funzione d'onda dunque l'aspetto pi&#249; intrigante del pensiero quantistico, collasso che si colloca e si valuta come la coscienza del campo quantistico che si manifesta col collasso della funzione d'onda. Secondo alcune interpretazioni della teoria biocentrismo si propone anche che la vita e la coscienza siano fondamentali per l'universo, implicando che la morte sia un'illusione percettiva.
Entanglement e connessione : Il concetto di entanglement che &#232; correlazione quantistica istantanea implica infatti che particelle separate possano rimanere connesse istantaneamente. Alcuni filosofi della scienza interpretano questo come un indizio che la coscienza individuale sia parte di un campo pi&#249; vasto, rendendo la morte un &quot;cambio di frequenza&quot; piuttosto che una sparizione. Allora le visioni esistenzialiste di Heidegger e Sartre fra il XIX e il XX secolo spesso vedono la morte come l'evento definitivo, conclusivo che sviluppa il significato della vita , ne d&#224; il significato. La morte dunque &#232; l'ultimo orizzonte che d&#224; significato alla vita e ne definisce l'identit&#224; individuale. E' questa la visione materialista prevalente che vede la nascita come inizio della struttura biologica e la morte come disfacimento totale di questa struttura. Cio&#232; la morte come assenza totale e assoluta della coscienza. E' con la svolta quantistica quindi che filosofi e fisici come Werner Heisenberg hanno sottolineato che la scienza deve abbandonare il materialismo classico, riconoscendo che la materia non &#232; un solido &quot;oggetto&quot; indipendente, ma una serie di probabilit&#224; che e in molti oggi ritengono dettate dalla coscienza universale e questo toglie alla morte la sua natura di &quot;fine solida&quot; della materia. Nascita e Morte dunque viste come Transizioni Quantistiche.
La Nascita pu&#242; essere vista come il momento in cui una &quot;informazione cosciente&quot; (o un sistema quantistico) entra in una specifica configurazione locale : il corpo biologico,che diventa un osservatore cosciente.
mentre la morte rappresenta il processo, la transizione dell'informazione da uno stato &quot;intricato&quot; (vivente) a uno stato distribuito nell'universo pi&#249; ampio illimitato , suggerendo una continuit&#224; dell'essere, spesso descritta come un ritorno a una condizione di &quot;non-tempo&quot; o &quot;molteplici realt&#224;&quot;.
Il tempo : Se il tempo non &#232; assoluto (come suggerito dalla relativit&#224; e dalle interpretazioni quantistiche), la visione della morte come &quot;fine&quot; cronologica diventa meno solida. Infatti anche Einstein suggeriva che passato, presente e futuro esistono simultaneamente. per concludere , mentre la filosofia esistenzialista e materialista moderna sottolinea l'angoscia della morte come limite dell'esistenza, del &quot;se&quot;. La nuova scienza la quantistica ci conduce anche alla conclusione che la morte si un cambio di forma , da materia a coscienza, a spirito e che la vita sia una propriet&#224; fondamentale del nostro universo.&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Intanto &#232; bene dire che la realt&#224; le cui parti pi&#249; piccole possano esistere nello stesso modo in cui esistono le pietre , gli alberi altro del macrocosmo indipendentemente dal fatto che si osservino o meno, &#232; impossibile, Infatti la realt&#224; &#232; continuamente creata dalle interazioni fra le sue parti, che come si sa non sono separabili : l'universo &#232; olistico e quantistico dove vige la non localit&#224;. Cio&#232; un universo che non pu&#242; essere descritto dalle propriet&#224; delle sue parti. Cosa invece che troviamo nei sistemi classici dove non vige la non localit&#224;. Insomma. Nella quantistica l'impatto della non localit&#224;, della indeterminazione &#232; ben evidente. Il determinismo e il riduzionismo non esistono pi&#249;. Il reale &#232; un tutt'uno e la sua esistenza &#232; creata dalle interazioni con gli &quot; osservatori&quot;, anch'essi parti indivisibili del reale. In pi&#249; il pensiero che la realt&#224; esista sempre sia che la osserviamo o non la si osservi ( il realismo) &#232; falso. Insomma il realismo locale di Einstein non &#232; vero. Come dire niente &#232; un fenomeno o realt&#224; finch&#233; non si osserva. Insomma l'osservatore di fatto partecipa nella osservazione . Come dire il reale viene creato dalla osservazione ed &#232; il partecipante , l'osservatore, che produce questo. : cio&#232; l'osservatore diventa osservato ? La conclusione allora implica che alla fine la non - localit&#224; nega che il tutto possa essere oggetto di indagine scientifica perch&#233; il tutto non &#232; pi&#249; la somma delle sue parti . Infatti scomponendo il tutto in parti col seguire il riduzionismo creiamo sempre un modello diverso. Ci&#242; significa dunque e lo dovremo accettare questo, che l'universo nella propria totalit&#224; contiene i semi del pensiero e della materia. Se questo &#232; vero allora mente a materia sono come l'interno e l'esterno di una sfera la cui comprensione ( Ontologia) sta nella totalit&#224; sferica interna ed esterna e non solo dalle osservazioni delle due parti. Siamo dunque universo cosciente creato dalla autocoscienza dell'osservatore. Se cos&#236; stanno le cose al tutto della conoscenza della Fisica si deve aggiungere l'interiorit&#224; di questo universo che chiamiamo mente che include la coscienza e il libero arbitrio. E cos&#236; facendo si completa la conoscenza dell'intero universo con l'unione cosciente del microcosmo col macrocosmo.. Ma anche se prendiamo in esame il comportamento di un fotone, la luce &#232; composta da onde e da particelle ( le particelle sono i fotoni) . Nel caso caso del fotone inviato verso i polarizzatori (carta polaroid od altro) esso si trova in sovrapposizione di due stati quantistici che non possono manifestarsi insieme ma se ne manifester&#224; uno solo dopo che &#232; passato dal polarizzatore . Gli stati sovrapposti sono che il fotone passa attraverso il polarizzatore oppure viene respinto o deflesso. Sar&#224; solo in quell'istante del passaggio dal polarizzatore che decide dove andare se di qua o di l&#224; . Fino a quel momento si pu&#242; dire che si trova in sovrapposizione di tutte e delle due possibilit&#224; . Su questo un fisico americano A. Wheeler ebbe a dire : &quot; il fotone prende tutte e due le strade, per&#242; ne prende una&quot; . Su questo per&#242; &#232; bene dire che non esiste alcun tipo di regola che determini il comportamento del fotone. Non v'&#232; nessuna spiegazione del perch&#233; il fotone decida di agire in un modo o nell'altro . La possibilit&#224; di passare o di essere respinto dal polarizzatore &#232; una propriet&#224; del fotone e non &#232; possibile spiegarla. Ci&#242; non accade non per nostra ignoranza , bens&#236; dal ruolo fondamentale che svolge la probabilit&#224; nel funzionamento dell'universo. Su questi aspetti Einstein ebbe a dire al suo collega M. Born , ma lo disse anche a N. Bohr anni prima, che non fosse credibile il fatto che Dio giocasse a dadi con l'universo . Ma in effetti &#232; proprio cos&#236;. Anche la scelta dello stato che fa il fotone in questo caso &#232; dunque dettata dalla coscienza universale a cui a volte piace giocare con la probabilit&#224; e col libero arbitrio ? Pu&#242; essere che sia cos&#236;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;il Pensiero scientifico di Aristotele se fu da freno per lo sviluppo della scienza moderna, colse per&#242; anche aspetti essenziali che condividono lo sviluppo della Fisica moderna dalla relativit&#224; alla quantistica ? In un certo senso si. Nessuna difficolt&#224;, dunque, a riconoscere che la teoria dell'impossibilit&#224; del movimento nello spazio vuoto contraddice il primo principio della meccanica moderna, quello d'inerzia ; tuttavia &#232; pi&#249; importante, forse vale la concezione aristotelica dell'universo in quanto tale, caratterizzato da un' unit&#224; finalistica e olistica dove ogni parte stava nel tutto in modo ordinato e finalizzato riduceva le differenze fra il pensiero fisico e quello metafisico. D'altra parte, non tutta la concezione scientifica di Aristotele &#232; da considerarsi obsoleta e velleitaria : ad esempio, particolarmente notevole &#232; la sua intuizione secondo la quale tutte le cose sono nello spazio, ma non l'universo, perch&#233; l'universo non &#232; contenuto da alcunch&#233;, ma &#232; esso ci&#242; che contiene ogni altra cosa. Perfino Abbagnano deve riconoscere che questa dottrina presenta forti analogie con il modello di universo proposto dalla fisica di Einsteiniana, ma che coglie anche spunti per la successiva fisica quantistica. Dal punto di vista della filosofia, comunque, non &#232; affatto stupido porsi la domanda : per quale scopo o funzione esistono l'uomo, la vita, il mondo ? Il paradigma scientista oggi ancora ben presente vorrebbe farci credere che si tratti di domande prive di senso o, comunque, di domande alle quali &#232; impossibile rispondere : ma ci&#242; &#232; vero solo se si assolutizza il generale quadro di riferimento della scienza materialista e ateista.
Ma se, invece, si accetta come ipotesi di lavoro una scienza che non chiuda la porta su ci&#242; che non &#232; puramente ed esclusivamente materiale e che, pertanto, ponga a se stessa (a se stessa, non alla realt&#224;) dei limiti ben precisi, e quindi riconosca anche la perfetta liceit&#224; di una indagine sul mondo che adotti anche altri punti di vista, non solo quantitativi e non solo razionalisti, a cominciare da una filosofia che non sia la brutta copia della scienza materialista, descrittiva e quantitativa (Kant illuminista) : ecco, allora, che l'intera impostazione speculativa di Aristotele torner&#224; ad apparirci tutt'altro che antiscientifica, bens&#236; consapevole che esistono altre realt&#224; e altre forme di conoscenza, al di sopra di quelle di una realt&#224; puramente strumentale e calcolante. ( quantistica) Infatti si &#232; poi concluso sia vero che in Aristotele la cosmologia metafisica &#232; condizionata si dalla cosmologia fisica, ma &#232; anche vero che Aristotele non attribuisce alla cosmologia fisica, e alla fisica in generale, lo stesso carattere di necessit&#224; che egli attribuiva alle dimostrazioni matematiche ed anche ad un pensiero pi&#249; ampio delle visioni materialiste sulla realt&#224; in generale. Solo in tempi recenti per&#242; dopo la cosiddetta seconda rivoluzione scientifica, quella verificatasi tra Ottocento e Novecento a opera della teoria delle relativit&#224;, del principio di indeterminazione di Heisenberg e della fisica quantistica, si &#232; compreso il carattere non necessario, ma approssimativo, cio&#232; probabile, della scienza in generale e quindi della stessa cosmologia fisica, quello stesso carattere approssimativo che secondo Aristotele distingueva gi&#224; la fisica dalla matematica. Perci&#242; solo in tempi recenti &#232; venuto meno il pericolo di un contrasto tra la fisica e la metafisica, cio&#232; si &#232; ristabilita grazie alla costruzione di una nuova fisica quell'armonia tra scienza e filosofia che esisteva gi&#224; al tempo di Aristotele. Come dire : cosmologia metafisica e cosmologia fisica di Aristotele possono essere due facce della stessa medaglia, perch&#233; entrambe danno un contributo alla comprensione olistica dell'universo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;IL COLORE DELLA NATURA LO FANNO I FOTOTNI ?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Si. Infatti la luce, pur essendo un fenomeno ondulatorio, ha una natura quantizzata, ovvero &#232; composta da pacchetti di energia chiamati fotoni. Ogni colore corrisponde a un diverso tipo di fotone, caratterizzato da una specifica lunghezza d'onda e energia. Ad esempio, il violetto ha la lunghezza d'onda pi&#249; piccola, mentre il rosso ha la lunghezza d'onda pi&#249; grande. Come avviene tutto ci&#242; si spiega con la luce che colpisce il reale , un oggetto. E' l'oggetto poi ad assorbire alcuni dei fotoni, lunghezze d'onda da cui &#232; investito e a riflettere gli altri. Il colore dell'oggetto investito &#232; dunque determinato dai fotoni riflessi dall'oggetto che raggiungono l'occhio, ( la visione) passando per la cornea il cristallino e giungono alla retina. La retina &#232; formata da cellule come lo sono tutte le componenti di un corpo vivente . Queste cellule si definiscono coni e sono essi sensibili ai colori e questa sensibilit&#224; genera segnali elettrici . Questi segnali elettrici vengono recepiti dal cervello che li traduce come un colore specifico per ognuno di essi : per fare ci&#242; considera il variare dei segnali che provengono da diversi tipi di coni ( cellule) .
Si potrebbe affermare dunque che i fotoni sono i &quot;il corpo, la materia &quot; della luce e la loro interazione con gli oggetti e il nostro sistema visivo &#232; ci&#242; che crea la nostra percezione del colore. In sintesi &#232; il cervello a stabilire la natura del colore attraverso i segnali elettrici che gli giungono dai coni della retina. Si potrebbe allora affermare che se il colore &#232; percezione esso alla fine diventa esperienza cosciente, che nasce dal nostro ego il quale come come si sa risponde alla autocoscienza. Come dire : i colori della natura e la loro visione nella bellezza sono dettati la coscienza che li sceglie, e rende la bellezza universale. Bellezza universale che poi sarebbe quella che ebbe ad intuire Kant.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ernst Mach e Einstein Il concetto di Mach, spesso chiamato &quot;Principio di Mach&quot;, ebbe un impatto profondo su Albert Einstein, sebbene la relazione sia sfumata. L'intuizione machiana forn&#236; uno stimolo filosofico per la ricerca di Einstein, portandolo a formulare la sua teoria della gravit&#224;. La Relativit&#224; Generale Curvatura dello spaziotempo :
Nella Teoria della Relativit&#224; Generale, pubblicata nel 1915, Einstein descriveva la gravit&#224; non come una forza, ma come la manifestazione della curvatura dello spaziotempo, causata dalla presenza di massa e energia.
Masse e spaziotempo :
L'idea centrale di Einstein era che la distribuzione delle masse stellari e di altra materia influenzi la geometria dello spaziotempo, e questa curvatura a sua volta influenza il movimento degli oggetti attraverso di esso.
In sintesi, l'intuizione di Mach che le masse dell'universo determinino le propriet&#224; dello spaziotempo forn&#236; una spinta concettuale ad Einstein, che la integr&#242; nella sua teoria della gravit&#224;, la Relativit&#224; Generale, dove le masse stellari sono responsabili della curvatura dello spaziotempo che percepiamo come gravit&#224;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il problema che sorge e si pone oggi contro ogni forma che lo possa negare &#232; dunque il materialismo che ci porta alla formazione di un pensiero senza riflessione interiore i cui effetti poi sono i disastri non solo scientifici ma anche sociali che esso causa. Il giovane che afferma con naturalezza inquietante &quot; l'ho uccisa perch&#233; mi ha lasciato &quot;, dimostra che i materialismo oggi &#232; cos&#236; radicato nel pensiero comune che &#232; esso stmaterialista. Non ne usciamo da questo stato di cose se non con un cambiamento radicale cosciente del paradigma di pensiero. Tutta la vita universale &#232; cosciente e lo fa con libero arbitrio . Ma non solo anche la materia inerte come una pietra, la sabbia , un pezzo di ferro , altro lo diventano coscienti nell'insieme dell'eco sistema che vanno a formare il quale &#232; cosciente. Pensare che noi esseri viventi di essere macchine scomponibili in parti &#232; una follia che non pu&#242; continuare ad essere pensata. Come fa una cellula vivente ad essere solo materia . La cellula non &#232; statica e dinamica e produce e cambiamenti in corso d'opera. Non potr&#224; mai esistere un robot che si evolve nelle proprie parti che lo compongono e ne determina un cambiamento continuo come accade ad un essere vivente. Noi non siamo oggetti da smontare a rimontare., Non siamo oggetti che si spengono e si accendono. Siamo vita universale e non possiamo considerarci in altro modo. Lo abbiamo fatto per&#242; e la nostra storia ce lo ricorda in ogni momento con le guerre, le rivoluzioni, le prevaricazioni, le prepotenze contro i pi&#249; deboli, le competizioni , altro di certo di tanto grave che oggi siamo finiti in una societ&#224; la nostra dove nulla pi&#249; contiene tutto questo senso di potere individuale che il pensiero sbagliato ha profondamente segnato la nostra volont&#224; di fare e di vivere. Il materialismo abbatte ogni valore che intendiamo frapporgli sempre da noi costruito, perch&#233; esso ha la forza pi&#249; potente. Questa potenza sta storia che ha costruito. Dobbiamo cambiare paradigma di pensiero e fare un'altra storia della umanit&#224;. Questo oggi lo manda a dire anche la scienza con la quantistica. Infatti dobbiamo fare anche un'altra scienza, per un universo cosciente. Grazie.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;NON ESISTE IL DIVENIRE. ESISTE INVECE L' AFFERMAZIONE DELL'ESSERE PARMENIDEO NELLA COSCIENZA E NELLA VOLONTA' CHE NE FANNO L'ESSERE CHE E' E NON PUO' NON ESSERE NELLA COMPIUTEZZA DEL CAMBIAMENTO. L'Essere &#232; coscienza . Esso &#232; unico, universale , immutabile, eterno , a cui si aggiunge quantistico . Questo significa che il nostro universo &#232; un grande campo quantistico dove ogni cosa &#232; parte intero e viceversa, tutto &#232; collegato e dove &#232; la coscienza universale l'essere. La coscienza &#232; , l'essere &#232; e non pu&#242; essere altro da se stesso. . Ed essa la Coscienza &#232; in questa immensit&#224;.Tutto allora &#232; cosciente anche una pietra lo &#232; nel proprio ecosistema. La coscienza &#232; e non pu&#242; non essere . Essa &#232; universale e non si pu&#242; vedere, credere, pensare in miliardi di distinzioni : questa &#232; e questa resta. Semmai diventa essa la coscienza necessaria ad ogni forma di esistenza che caratterizza questa immensit&#224; e a queste esistenze dona la volont&#224; di essere. E' questo campo quantistico cosciente l'essere parmenideo dove tutto &#232; gi&#224;, anche la volont&#224; . L'essere dunque non ha alcun divenire , ma semmai affermazione di se stesso e quindi volont&#224;. E nella volont&#224; sta anche il PENSIERO. Come dire : il pensiero vero &#232; quello universale. Ergo : l'essere &#232; tutto , anche volont&#224;. E di conseguenza L'essere &#232; e resta uno ma nella volont&#224; per&#242; e non nella molteplicit&#224; , perch&#232; se fosse nella molteplicit&#224; avremmo miliardi di singolarit&#224; coscienti e distinte, ( Per esempio pensieri) ma la coscienza &#232; l'essere ed &#232; tale : Essere. Uno. Come dire : &#232; verosimile che non esista un divenire , ma esista l'affermazione di stesso, dell'essere, con la volont&#224; e la coscienza , che lo fanno tale : unico e pronto per l'eternit&#224;. Quindi un gi&#224; compiuto dentro per&#242; ad un costante ed eterno cambiamento nella staticit&#224; di essere sempre unico ; essere che &#232; e non pu&#242; non essere. Riguardo al pensiero non resta unico , ma resta con quelli della volont&#224; e della coscienza universali.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;TOH LA COSCIENZA
La Coscienza &#232; preesistente universale eterna e non c'entra nulla con le interiorit&#224; soggettive. Essa &#232;' ontologia, essere, pensiero, linguaggio, &#232; la sfera sempre compiuta della vita per l'eternit&#224;. E' gi&#224; tutto e non pu&#242; essere altro da questo. Oggi la possiamo individuare come l'dealismo assoluto di Schelling. Ma anche pensarla universo come un immenso campo quantistico, una sfera finita e illimitata ( come un pallone che si gonfia , ma &#232; sempre finito), olistico , interamente collegato e irriducibile eterno e sempre compiuto Tanto che si pu&#242; considerare come lo specchio della realt&#224; , che diviene di esso la propria visione impura. Insomma la Coscienza &#232; l'ontologia originaria e tutto di questo universo. Precedente ad ogni esperienza ed &#232; l'Essere . Riprende dunque l'identit&#224; di spirito e natura di Schelling. Infatti per il Filosofo idealista , l'assoluto non &#232; diviso fra chi pensa e il pensato. E' pensiero, linguaggio, vita del cerchio, sfera chiusa, eterna, dove tutto &#232; compiuto . Essa &#232; il tessuto stesso del reale. Poi l'universo &#232; , somiglia ad un immenso campo quantistico in cui tutto , particelle ed eventi &#232; legato in modo irriducibile. La coscienza , cio&#232; il tutto, cio&#232; l'Essere , viene prima delle singole parti e non si pu&#242; avere con la loro somma. E' la coscienza l'ordine implicito del tutto. Non v'&#232; nessun fuori o vuoto al di l&#224; di essa, perch&#232; contiene tutto il possibile spazio e tempo. Sta dentro la fisica quantistica perch&#232; e' essa stessa, la Coscienza il campo quantistico dove il compiuto c'&#232; sempre nella propria finita illimitatezza ed eternit&#224;. E' lo specchio del reale come visione impura. Insomma alla fine &#232; la coscienza il nuovo idealismo quantistico che ci porta fuori dal materialismo.
IN TANTI NON SARANNO D'ACCORDO
E CITERANNO TUTTA LA TEORETICA, CHE PERO' NON DARA' NESSUNA RISPOSTA CERTA , MA SOLO UNA SERIE DI RISPOSTE CHE IN QUALCHE MODO HANNO SEMPRE CONDIVISO LA FISICA . LA QUALE COME SCIENZA DI TURNO, HA SEMPRE SEGUITO E SEGUIRA' LE VOLONTA' DEI POTERI DI TURNO E FILOOSFIA E SCIENZA HANNO SEMPRE CERCATO DI NON ROMPERE I RAPPORTI CON LA CHIESA E COI POITERI DI TURNO. OGGI INVECE SI DEVE CAMBIARE. GRAZIE&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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		<title>La fine dell'universo</title>
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		<description>La teoria delle bolle &lt;br /&gt;La teoria delle bolle Rappresenta un grande ed infinito universo : (multiverso o superuniverso) gli &quot;universi a bolla&quot;, ogni disco &#232; un universo con costanti fisiche diverse da quelle degli altri. Questa ipotesi illustra il concetto di come il nostro degli universi possa essere solo uno tra molte (forse infinite) bolle. Nella teoria delle bolle, sostenuta da Andrej Linde riprendendo alcune teorie del passato (come quelle di Alan Guth, basate anche sui lavori e gli (...)


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La teoria delle bolle&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La teoria delle bolle Rappresenta un grande ed infinito universo : (multiverso o superuniverso) gli &quot;universi a bolla&quot;, ogni disco &#232; un universo con costanti fisiche diverse da quelle degli altri. Questa ipotesi illustra il concetto di come il nostro degli universi possa essere solo uno tra molte (forse infinite) bolle.
Nella teoria delle bolle, sostenuta da Andrej Linde riprendendo alcune teorie del passato (come quelle di Alan Guth, basate anche sui lavori e gli studi di Stephen Hawking, ogni bolla inflazionaria di questa &quot;schiuma quantica&quot; &#232; invece un universo (come il nostro), collegato ad altri universi tramite i cunicoli spazio-temporali teorizzati da Einstein ; alcuni di questi universi sono abitabili, altri no, e ognuno ha la sua storia ed evoluzione specifica, passata e futura. Linde chiama questo modello, scherzosamente, &quot;universo a formaggio svizzero&quot; o a &quot;coppa di champagne&quot;. L'inflazione teorizzata da Linde &#232; chiamata inflazione caotica o inflazione eterna. Oltre l'universo osservabile, lo spazio-tempo pu&#242; essere ancora in uno stato di inflazione, con altri universi &#8220;bolla&#8221; che si formano ogni volta che in qualche punto l'inflazione si ferma.
Se il nostro universo fosse l'unico esistente, si avrebbe quindi bisogno di una spiegazione scientifica del perch&#233; sembra cos&#236; ben calibrato per consentire un certo ordine e la vita biologica (anche perch&#233; altrimenti non esisterebbe). Se invece non &#232; che uno dei tanti esistenti, ognuno di essi pu&#242; avere parametri differenti e differenti costanti, e solo a un universo (o a pochi) &#232; capitato di avere valori tali che hanno permesso la vita.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'intero spazio-tempo secondo i modelli di inflazione eterna dovrebbe trovarsi in un falso vuoto. Alcune parti di esso mano a mano collassano nel vuoto vero, generando bolle che corrispondono a vari possibili universi, fra cui il nostro.
Alcuni risultati di osservazione e sperimentazione confermerebbero a grandi linee questa teoria, verificando la teoria inflazionistica, tramite le onde gravitazionali, che conduce, secondo Linde e Alan Guth, alla variante di un multiverso a bolle. Quindi l'universo sarebbe infinito eterno ed autoriproducente. Finiti e osservabili sarebbero solo solo alcune sue.
Alle scale pi&#249; piccole poi, le quantistiche, quali la la lunghezza di Planck, lo spazio ribollirebbe a causa di fluttuazioni di energia. Questo pu&#242; causare la scomparsa di un universo precedente, o cambiarne le leggi come avvenuto col campo di Higgs, o generare un nuovo Big Bang . Qui per&#242; &#232; da chiarire la questione del tempo. Se sia o no una grandezza infinita e se sia possibile misurarlo sempre. Ci si trova comunque in un falso vuoto, in quanto in fisica quantistica, a differenza che nella teoria della relativit&#224; generale, non esiste il vuoto o il nulla, nemmeno in caso di Big Rip o morte termica dell'universo. Il fenomeno del ribollire si presume dovuto al principio di indeterminazione di Heisenberg, e uno dei suoi effetti &#232; la schiuma quantica. Lo spazio-tempo infatti sarebbe &quot;schiumoso&quot; e impossibile da lacerare e distruggere anche per l'energia oscura. Da questa schiuma quantistica, presente nella teoria dell'inflazione cosmologica, ha origine l'universo secondo la teoria delle bolle e quella del falso vuoto.
Sono queste valutazioni e teorie , che peraltro restano in attesa di condurre la meccanica quantistica nel modello standard della Fisica.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Astianatte&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>HEGEL E SPINOZA A CONFRONTO</title>
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		<description>Spinoza interpret&#242; e risolse in modo originale il grosso problema delle due sostanze della filosofia cartesiana : il pensiero e la materia. Problema che si poneva allorquando la fisica dopo Galileo, non fu pi&#249; una semplice estensione dell'esperienza sensibile, come pensava Aristotele, ma si presentava come una costruzione teorica spesso controintuitiva.Una nuova ontologia &#200; evidente nel caso del principio d'inerzia che afferma che un corpo cui venga applicata una forza, continua a muoversi (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Spinoza interpret&#242; e risolse in modo originale il grosso problema delle due sostanze della filosofia cartesiana : il pensiero e la materia. Problema che si poneva allorquando la fisica dopo Galileo, non fu pi&#249; una semplice estensione dell'esperienza sensibile, come pensava Aristotele, ma si presentava come una costruzione teorica spesso controintuitiva.Una nuova ontologia &#200; evidente nel caso del principio d'inerzia che afferma che un corpo cui venga applicata una forza, continua a muoversi finch&#233; non intervenga una forza opposta, come fanno i satelliti che mettiamo in orbita con la spinta di un razzo, i quali poi continuano a girare per anni intorno alla terra. Aristotele invece, sulla base dell'esperienza affermava che, per far muovere un corpo, occorre continuare a spingerlo, la qual cosa provocava il rompicapo di capire perch&#233; la freccia continuasse a volare una volta lasciato l'arco. Il problema si pu&#242; riproporre in termini pi&#249; generali chiedendoci perch&#233; la matematica, che &#232; un prodotto del pensiero e la natura, si corrispondano. La soluzione Spinoziana &#232; quella di immaginare un Dio-natura di cui pensiero e materia siano due attributi paralleli. Dopo varie contrapposizioni fra razionalisti che mettevano sempre in mezzo Dio per giudicare l'accordo, ed empiristi che sostenevano che il pensiero fosse un estratto dalle esperienze, Kant risolse il tutto, affermando che l'accordo esiste perch&#233; l'esperienza spazio temporale viene sintetizzata dal pensiero secondo alcune strutture fondamentali, ovvero le categorie, e quindi investendo l'Io-Penso, ossia il soggetto inteso come universale, per la costruzione scientifica del mondo, considerato per&#242; (il soggetto ) nei limiti rigorosi dettati delle forme dell'esperienza sensibile. Sulle basi di queste considerazioni Kantiane , si stabilirono dunque i ruoli del Pensiero umano rispetto la realt&#224; ed anche i limiti operativi della metafisica che pose fuori dalla sfera materiale. Fu da questi presupposti che nacque l'idealismo , per il quale in varie forme contribuirono i filosofi Fichte e Schelling, quest'ultimo con una versione idealistica del pensiero di Spinoza, a seguire scrittori e poeti, che segnarono l'inizio del Romanticismo. Hegel riprende l'istanza idealistica gi&#224; affrontata da Fichte e Schelling ,trasferendola per&#242; nell'Assoluto, cos&#236; facendo assorbe ogni contraddizione attraverso lo sviluppo storico di un principio unico , cio&#232; lo Spirito. Spirito che possiamo considerare nei suoi vari aspetti e articolazioni dialettiche, ma che costituisce la realt&#224; universale a partire dal pensiero, e a seguire la natura, le istituzioni umane nella loro evoluzione, le pi&#249; alte manifestazioni della mente, l'Arte, la Religione, la Filosofia. Hegel riprende dunque la visione immanentistica spinoziana ma, con al centro il Soggetto universale dell'idealismo e di questo principio ne segue le vicende nel suo manifestarsi nella storia. Come dice Hegel, il vero &#232; l'intero considerato nel suo sviluppo. Ma sar&#224; vero che la realt&#224; &#232; Spirito ? Questo fu il problema che si affront&#242; nel dopo-Hegel. Oggi per&#242; , con la quantistica sembra sia davvero cos&#236;...&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Vediamo comunque cosa scrive Hegel in scienza della Logica&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Scienza della logica &#232; un'opera di Hegel, pubblicata tra il 1812 e il 1816, a cui seguir&#224; una seconda. L'opera costituisce la prima parte di un progetto sistematico che prevede una Filosofia della natura e una Filosofia dello spirito.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Scienza della logica ha come oggetto il pensiero puro, essa &#232; &quot;la scienza dell'idea pura, dell'idea nell'elemento astratto del pensiero&quot; (&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'opera &#232; divisa in due volumi, contenenti nel complesso tre libri :&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Volume I. Logica oggettiva :
Libro I : Dottrina dell'essere.
Libro II : Dottrina dell'essenza.
Volume II. Logica soggettiva :
Libro III : Dottrina del concetto
Nella Dottrina dell'essere vengono trattate le categorie della qualit&#224;, quantit&#224; e misura ;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;nella Dottrina dell'essenza le categorie relazionali (causa-effetto, azione reciproca etc.) e modali (necessit&#224;, possibilit&#224; etc.) ;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Frontespizio del secondo libro della prima parte della &quot;Wissenschaft der Logik&quot; di Hegel.
nella Dottrina del concetto, invece, troviamo (1) una trattazione della logica tradizionale (concetto, giudizio e sillogismo), (2) una trattazione delle categorie dell'oggettivit&#224; (meccanicismo, chimismo, teleologia esterna), e infine (3) la trattazione delle categorie di vita (teleologia interna), conoscere e idea assoluta (ovvero del metodo).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La posizione della Logica nel sistema
Tutta la filosofia secondo Hegel ha come proprio oggetto il &quot;pensiero&quot; inteso nel senso di pensiero oggettivo (dunque non come prodotto e attivit&#224; cognitiva di un soggetto umano). Pensiero nel senso di razionalit&#224; immanente al reale, come si ricava dalla nota formulazione hegeliana secondo cui &quot;ci&#242; che &#232; razionale &#232; reale ; e ci&#242; che &#232; reale &#232; razionale&quot;[3]. La massima va interpretata in un duplice senso : (1) che l'elemento razionale non &#232; un prodotto esclusivamente soggettivo, cognitivo, che appartiene a un soggetto umano, ma &#232; qualcosa che costituisce la struttura interna di tutte le cose naturali, e di ogni realt&#224; in generale. &#200; pensiero vero, razionale tutto ci&#242; che trova corrispondenza, conferma nella realt&#224; ; (2) che ci&#242; che &#232; reale non &#232; un che di estraneo e refrattario al pensiero ma, al contrario, &#232; qualcosa di internamente articolato da una forza attiva che &#232; il pensiero stesso[4]. Tutto ci&#242; che esiste, esiste realmente solo se il pensiero lo pu&#242; pensare razionalmente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nello specifico la Logica &#8212; che costituisce la prima parte della filosofia (seguita dalla Filosofia della natura e dalla Filosofia dello spirito) &#8212; ha come proprio oggetto di indagine il pensiero in quanto pensiero puro, vale a dire prima e indipendentemente da ogni sua realizzazione nella dimensione naturale e spirituale :&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; Nella logica abbiamo a che fare con il pensiero puro, ossia con le determinazioni pure del pensiero. ... Nella logica i pensieri vengono colti in modo da non avere altro contenuto che quello appartenente al pensiero stesso e prodotto da esso. Cos&#236; i pensieri sono pensieri puri. &#187;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La natura &#232; il pensiero nell'elemento dell'esteriorit&#224; ; mentre lo spirito &#232; il pensiero che diventa autocosciente, che si sa come pensiero.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Scienza della logica segna nello sviluppo della filosofia di Hegel una svolta rispetto al progetto sistematico presentato nel 1807 con la pubblicazione della Fenomenologia dello spirito. Nel 1807 Hegel presenta un progetto di &quot;Sistema della scienza&quot; con il seguente programma :&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; Sistema della scienza :
Parte I. Introduzione al &quot;Sistema della scienza&quot; (= Fenomenologia dello spirito) ;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Parte II. Sistema della scienza : 1 Logica ; 2. Filosofia della natura ; 3. Filosofia dello spirito. &#187;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Con la stesura della Scienza della logica, Hegel abbandona questo schema quadripartito, e comincia ad adottare uno schema tripartito, che non contempla pi&#249; una introduzione alla scienza, e che &#232; costituito esclusivamente dalle tre discipline filosofiche. La fenomenologia resta un modo per adottare il punto di vista del sapere assoluto, quindi della scienza, ma come tale (ovvero come introduzione) non appartiene al sistema della filosofia. Con questa modifica sistematica, il progetto di &quot;Sistema della scienza&quot; del 1807 viene soppiantato da quello esposto nella Enciclopedia a partire dal 1817[5]. In quest'opera ritroveremo infatti la fenomenologia all'interno della sezione dedicata allo Spirito soggettivo insieme all'antropologia e alla psicologia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Una riforma della logica : la &quot;logica speculativa&quot;
La critica alle logiche formali e trascendentali
La logica hegeliana &#232; &quot;logica speculativa&quot;, logica del concreto, che si oppone tanto alla logica formale (o logica dell'astratto come quella aristotelica ), che si limita a considerare il pensiero nella sua struttura formale, facendo astrazione da ogni contenuto e come tale non &#232; capace di esprimere il concreto, quanto alla logica trascendentale di impronta kantiana. Quest'ultima, pur essendo una logica non astratta ma che prende in considerazione il contenuto, tuttavia procede secondo un punto di vista unilaterale e limitato che &#232; quello del pensare intellettualistico e soggettivo[6]. Secondo Kant, infatti, questo modo di pensare &#232; attivit&#224; dell'intelletto (Verstand), dunque di qualcosa che si arresta a determinazioni finite, a opposizioni assolute fra determinazioni, che non &#232; in grado di cogliere l'unit&#224; di determinazioni opposte e quindi non &#232; in grado di cogliere il concreto, come invece &#232; proprio della ragione (Vernunft). Inoltre per Kant il pensare &#232; soggettivo nel senso che viene considerato esclusivamente come un'attivit&#224; del soggetto umano, finito.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per Hegel, al contrario, il pensare &#232; un che di oggettivo, qualcosa che non si esaurisce nell'attivit&#224; del soggetto. Il pensare costituisce l'anima immanente delle cose : la realt&#224; &#232; pensiero e quindi il reale &#232; razionale, nel senso in cui si afferma che esistono leggi nella natura, che c'&#232; della ragione nel mondo, che le cose in generale obbediscono a principi e a regole.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dalla metafisica alla logica
La logica speculativa per Hegel non deve soltanto superare i limiti delle logiche formali e trascendentali, ma anche quelli della metafisica. La posizione di Hegel sulla metafisica, pur essendo ambivalente (di critica e ammirazione a un tempo), &#232; tutto sommato chiara : Hegel infatti sostiene che una delle colpe di Kant &#232; stata quella di avere privato il popolo tedesco della metafisica, ma &#171; un popolo civile senza metafisica [&#232;] simile a un tempio riccamente ornato, ma privo di santuario &#187;[7] ; con ci&#242;, per&#242;, non si deve pensare che l'operazione di Hegel sia un ritorno ingenuo alla metafisica dogmatica pre-critica : Hegel &#232; ben consapevole dei limiti e difetti della metafisica (come &#232; evidente nel paragrafo dedicato alla metafisica classica nel Considerazioni del pensiero sull'oggettivit&#224;, in Enc. 1830)[8]. Dunque, quando Hegel scrive che&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; la scienza logica (...) costituisce la vera e propria metafisica[9] &#187;
intende dire che la Logica costituisce lo sviluppo e l'inveramento di quello che un tempo si chiamava metafisica[10], per cui&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; ... la vera e propria metafisica &#232; la scienza logica.[11] &#187;
Hegel, come Kant sia pure in modo diverso[12], &#232; critico nei confronti della metafisica. Per Hegel infatti la metafisica presenta due grandi difetti : (1) tratta i suoi oggetti con categorie del pensare finito tipiche dell'intelletto, arrestandosi alle opposizioni fra determinazioni di pensiero ; (2) &#232; compromessa con forme rappresentative (come Dio, l'anima etc.) e non concettuali, e dunque non possiede ancora il punto di vista della logica, che deve avere a che fare esclusivamente con determinazioni di pensiero[13].&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nella Critica della ragion pura Kant aveva distinto la Logica trascendentale in Analitica trascendentale, intesa come logica della verit&#224; e in Dialettica trascendentale, intesa come logica della parvenza : in quest'ultima aveva criticato l'io (come anima), il mondo e Dio come oggetti della metafisica razionalista wollfiana. Secondo Hegel, se Kant ha il demerito di aver privato la filosofia della metafisica (nel senso di metaphysica specialis) con la sua Dialettica trascendentale, gli va riconosciuto al contempo il grande merito di aver trasformato, da un altro punto di vista, la metafisica (intesa come ontologia o metaphysica generalis) in logica con la sua Analitica trascendentale. La logica di Hegel, dunque, si pone come una duplice alternativa : tanto alla metafisica razionalista leibniziano-wollfiana, che Kant ha criticato nella Dialettica trascendentale, quanto all'Analitica trascendentale dello stesso Kant, di cui Hegel intende superare il limite psicologistico e soggettivistico[14].&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il procedere dialettico delle determinazioni logiche
Quindi la metafisica, nonostante le critiche di Kant, assumer&#224; le vesti di una vera e propria scienza. La scienza della logica studia infatti la forma pura di quelle strutture costituenti l'ossatura della realt&#224;, che nella loro esistenza materiale sono rivestite di caratteristiche sensibili accidentali, empiriche e contingenti. Per questo ad esempio il concetto ha una sua realt&#224; ontologica che si esprime nell'essere vivente, poich&#233; il procedere concettuale &#232; lo stesso della vita reale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La logica e il procedere di una categoria in un'altra &#232; regolato secondo Hegel da un movimento dialettico. Tuttavia, la dialettica di Hegel - come scrive L. Lugarini - &quot; non soggiace allo schema tesi-antitesi-sintesi n&#233; ad altra intellettualistica schematizzazione&quot;, ma &quot;nasce - piuttosto - per la 'negativit&#224;' inerente al peculiare contenuto dei diversi concetti e consiste nel togliersi delle unilateralit&#224; che lo infirmano e nel trapassare di un determinato concetto in un altro&quot;[15]. Ci&#242; che si chiama sviluppo dialettico dunque non &#232; altro che l'Aufhebung (il toglimento) ; essa consiste nel pensare una determinazione logica al di l&#224; della sua indipendenza, assolutezza e immediatezza, ma nel considerarla sempre come &quot;momento&quot; di un intero, come &quot;un che di riflesso&quot;. La mediazione di un contenuto logico, per&#242;, non &#232; il risultato di un'operazione del filosofo, o del soggetto umano in generale, ma &#232; la struttura interna e immanente a ogni cosa, di cui la logica &#232; l'esposizione. Per fare un esempio : non &#232; Hegel a mediare nell'unit&#224; superiore del divenire, le determinazioni di essere e nulla, ma sono le stesse determinazioni di pensiero (le Denkbestimmungen) a contenere in s&#233; quel riferimento ad altro, e infine all'unit&#224; concreta di cui sono momenti[16].&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il procedere logico &#232; quindi composto di elementi contrapposti che si risolvono in una mediazione superiore ; come nel caso dei concetti contrapposti di essere e nulla che trovano una sintesi nel divenire, oppure come nella coppia quantit&#224;-qualit&#224; che supera l'opposizione nel momento in cui si verificano i &quot;salti qualitativi&quot;, nel senso che il sopravvenire di un incremento puramente quantitativo pu&#242; produrre una nuova qualit&#224; come accade nelle trasformazioni fisiche da uno stato liquido a uno gassoso o nei mutamenti di regime politico.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scienza della logica
&quot;Dottrina dell'essere&quot; e &quot;Dottrina dell'essenza&quot; costituiscono per Hegel un tutt'uno che egli chiama Logica &quot;oggettiva&quot; perch&#233; &#232; riferita alla realt&#224; che esiste indipendentemente dal soggetto che la pensa, mentre la terza parte, la dottrina del concetto, &#232; definita come logica &quot;soggettiva&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La realt&#224; infatti non &#232; soggetta, come per Kant, all'intervento dell'intelletto, ma esiste come oggetto-essere e, nel suo aspetto pi&#249; intimo, come essenza. Il primo presentarsi della realt&#224; avviene nelle forme immediate, intuitive, della quantit&#224;, qualit&#224; e misura, ma poi bisogna cogliere ci&#242; che &#232; all'origine nascosto nella realt&#224; dell'essere : l'essenza, che rappresenta &#171; la verit&#224; dell'essere &#187; e che si contrappone antiteticamente al grado positivo dell'essere. Da questa opposizione dialettica nasce la sintesi del mondo del &quot;fenomeno&quot; (Erscheinung), della &quot;realt&#224; effettuale&quot; (Wirklichkeit), la realt&#224; del nostro vivere quotidiano.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La logica oggettiva rappresenta nella struttura dialettica della speculazione hegeliana il grado preparatorio che sar&#224; illuminato dall'avvento del &quot;concetto&quot;, della logica soggettiva, cos&#236; definita perch&#233; l'attivit&#224; del pensare e quindi la formazione del concetto[17] esprimono la sfera essenziale del nostro agire. Il concepire &#232; infatti il momento in cui l'uomo si svincola dalla rappresentazione della necessit&#224; naturalistica dell'essere e dell'essenza e giunge alla libert&#224; del pensiero concettuale.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>NUOVO PENSIERO</title>
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		<description>IL MONISMO COME PENSIERO FILOSOFICO UNIVERSALE E L' UNIONE DEL PENSIERO SCIENTIFICO CLASSICO CON QUELLO QUANTISTICO &lt;br /&gt;Prima riflessione : la realt&#224; &#232; continuamente creata dalle interazioni fra le sue parti, che come si sa non sono separabili : quindi l'universo &#232; olistico e quantistico. Nell'universo olistico e quantistico vige il principio della non-localit&#224;, cio&#232; un universo che non pu&#242; essere descritto dalle propriet&#224; delle sue parti. Cosa invece che troviamo nei sistemi classici dove (...)


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;IL MONISMO COME PENSIERO FILOSOFICO UNIVERSALE E L' UNIONE DEL PENSIERO SCIENTIFICO CLASSICO CON QUELLO QUANTISTICO&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Prima riflessione : la realt&#224; &#232; continuamente creata dalle interazioni fra le sue parti, che come si sa non sono separabili : quindi l'universo &#232; olistico e quantistico. Nell'universo olistico e quantistico vige il principio della non-localit&#224;, cio&#232; un universo che non pu&#242; essere descritto dalle propriet&#224; delle sue parti. Cosa invece che troviamo nei sistemi classici dove non vige la non localit&#224;. Insomma : nella quantistica l'impatto della non localit&#224;, della indeterminazione &#232; ben evidente. Il determinismo e il riduzionismo non esistono pi&#249;. Il reale &#232; un tutt'uno e la sua esistenza &#232; creata dalle interazioni con gli &quot; osservatori&quot;, anch'essi parti indivisibili del reale.
Seconda riflessione : il pensiero che la realt&#224; esista sempre, sia che la osserviamo o che non la osserviamo ( il realismo) &#232; falso. Insomma il realismo locale di Einstein non &#232; vero. Come dire :niente &#232; un fenomeno o realt&#224; finch&#233; non si osserva. Come dire :il reale viene creato dalla osservazione ed &#232; il partecipante , l'osservatore, che produce questo, cio&#232; l'osservatore diventa osservato ? La conclusione allora implica che alla fine la non - localit&#224; nega che il tutto possa essere oggetto di indagine scientifica perch&#233; il tutto non &#232; pi&#249; la somma delle sue parti . Infatti scomponendo il tutto in parti col seguire il riduzionismo creiamo sempre un modello diverso. Ci&#242; significa dunque (e lo dovremo accettare) , che l'universo nella propria totalit&#224; contiene i semi del pensiero e della materia. Se questo &#232; vero allora pensiero e materia sono come l'interno e l'esterno di una sfera, la cui comprensione ( Ontologia) sta nella totalit&#224; sferica interna ed esterna e non solo nelle osservazioni delle due parti. Siamo dunque universo cosciente creato dalla autocoscienza dell'osservatore. Se cos&#236; stanno le cose, alla conoscenza della Fisica si deve aggiungere l'interiorit&#224; di questo universo che chiamiamo Mente (o Pensiero) che include la coscienza e il libero arbitrio. E cos&#236; facendo si completa la conoscenza dell'intero universo con l'unione cosciente del microcosmo col macrocosmo.. Ma anche se prendiamo in esame il comportamento di un fotone, la luce &#232; composta da onde e da particelle, le particelle sono i fotoni . Nel caso del fotone inviato verso i polarizzatori (carta polaroid od altro) esso si trova in sovrapposizione di due stati quantistici che non possono manifestarsi insieme ma se ne manifester&#224; uno solo dopo che &#232; passato dal polarizzatore . Gli stati sovrapposti sono che il fotone passa attraverso il polarizzatore oppure viene respinto o deflesso. Sar&#224; solo in quell'istante del passaggio dal polarizzatore che il fotone sceglie dove andare (se di qua o di l&#224; ). Fino a quel momento si pu&#242; dire che si trova in sovrapposizione di tutte e duel e possibilit&#224; . Su questo un fisico americano A. Wheeler ebbe a dire : &quot; il fotone prende tutte e due le strade, per&#242; ne prende una&quot; . Su questo per&#242; &#232; bene dire che non esiste alcun tipo di regola che determini il comportamento del fotone. Non v'&#232; nessuna spiegazione del perch&#233; il fotone decida di agire in un modo o nell'altro . La possibilit&#224; di passare o di essere assorbito dal polarizzatore &#232; una propriet&#224; del fotone e non &#232; possibile spiegarla. Ci&#242; non accade non per nostra ignoranza , bens&#236; dal ruolo fondamentale che svolge la probabilit&#224; nel funzionamento dell'universo. Su questi aspetti Einstein ebbe a dire al suo collega M. Born che non fosse credibile il fatto che Dio giocasse a dadi con l'universo . Ma in effetti &#232; proprio cos&#236;. Anche la scelta dello stato in cui opera il fotone &#232; dunque dettata dalla coscienza universale a cui a volte piace giocare con la probabilit&#224; e col libero arbitrio ? Pu&#242; essere che sia cos&#236;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Si ricorda per questo 1) il dualismo cartesiano ha proposto una visione del reale in cui mente e materia sono separate, 2) il materialismo identifica la realt&#224; con la materia da cui deriva anche la mente , il pensiero, considerati questi ultimi epifenomeni del cervello : solo la materia determina la realt&#224;,
3) l'idealismo opposto al materialismo, sostiene sia il pensiero, la mente a comandare sulla materia,
4) esiste un'altra posizione di pensiero in cui la mente e la materia sono aspetti irriducibili della realt&#224; : sono due facce di una stessa medaglia inseparabili. MONISMO questo che ci conduce a credere ad un universo la cui essenza contiene sia i semi della materia che quelli del pensiero. Universo Autocosciente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;DA DOVE SIAMO VENUTI TORNEREMO&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La prima realt&#224; &#232; stata allora la luce ? se cos&#236; stanno le cose allora la luce primordiale dunque nel proprio dualismo ondulatorio particellare ebbe qualcosa in pi&#249; o di diverso dai fotoni, ma forse ebbe i primi elementi che hanno creato l'universo di oggi . Universo peraltro ancora in evoluzione e con esso anche le altre bolle universali che oggi si teorizzano. se questo &#232; allora nessun big bang ha cominciato tutto, ma soltanto dalla luce &#232; nato tutto e tutto si &#232; evoluto. Quindi al principio di tutto sta la luce primordiale un po' diversa dalla nostra di oggi, che non si spenger&#224; mai e sar&#224; eterna. Ergo : quando tutto finir&#224; di questi universi tutto torner&#224; ad essere luce primordiale. Questa allora potrebbe essere la sintesi di ci&#242; che &#232; stata l'origine di tutto, non come una materiale singolarit&#224;, ma come un grande evento energetico che si fonda sulla luce primordiale. Si potrebbe dire che la luce primordiale fosse energia immensa : una radiazione . Qualcosa di diverso dai fotoni di oggi. La luce primordiale dunque era un campo di energia che, raffreddandosi, ha iniziato a condensarsi in materia ed antimateria . Si pu&#242; dire che la materia sia luce &quot;condensata&quot;. Il dualismo onda particella &#232; da sempre intrinseco nella luce , la quale &#232; il &quot;motore&quot; di tutto. La luce primordiale dunque, ha creato le particelle elementari e si &#232; evoluta nelle strutture complesse di oggi. la luce dunque non &#232; solo un fenomeno che osserviamo, ma il tessuto fondamentale e sempiterno della realt&#224; che crea, evolve e riassorbe tutto ci&#242; che esiste. Come dire : noi siamo universo olistico, quantistico e cosciente e torneremo luce primordiale per l'eternit&#224;. Non serve dunque teorizzare il big bang perch&#233; questa radiazione primaria cos&#236; densa di energia &#232; stata da subito la prima luce che ha creato l'evoluzione per il tutto di oggi .&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>LA TECNOSCIENZA E I PROBLEMI</title>
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		<description>LA QUANTISTICA HA PORTATO PENSIERO SCIENTIFICO NUOVO PERCHE' VA OLTRE AL DETERMINISMO , AL RIDUZIONISMO E AL MATERIALISMJO DELLA FISICA CLASSICA. &lt;br /&gt;Attenti oggi si deve cambiare anche nella scuola per imparare soprattutto a conoscere la verit&#224;. Infatti sembra sia la tecnoscienza oggi ad andare a sostituire non solo le vecchie ideologie ma anche ad introdurre nuovo pensiero ed altro . Per&#242; oggi semmai assistiamo alla tecnologia quale interprete del nuovo divenire fuori dalle ideologie, da (...)


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;LA QUANTISTICA HA PORTATO PENSIERO SCIENTIFICO NUOVO PERCHE' VA OLTRE AL DETERMINISMO , AL RIDUZIONISMO E AL MATERIALISMJO DELLA FISICA CLASSICA.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Attenti oggi si deve cambiare anche nella scuola per imparare soprattutto a conoscere la verit&#224;. Infatti sembra sia la tecnoscienza oggi ad andare a sostituire non solo le vecchie ideologie ma anche ad introdurre nuovo pensiero ed altro . Per&#242; oggi semmai assistiamo alla tecnologia quale interprete del nuovo divenire fuori dalle ideologie, da cui partiva anche la scienza che era materialista e sperimentale. Infatti la nuova scienza la quantistica, non ha ancora ben chiarito con se stessa il perch&#233; essa funzioni ed &#232; la tecnica che la fa funzionare senza il pensiero per&#242;. Infatti &#232; la nuova Scienza a produrre pensiero oggi ( non la tecnica) e lo produce insieme alla Filosofia. Ieri invece, (in parte ancora oggi) la scienza del pensiero era solo la Filosofia. Ieri ( c'&#232; ancora oggi) la Fisica non poteva essere scienza del pensiero, perch&#233; si muoveva e si muove ancora oggi sulle certezze sperimentali materialiste che non fanno pensiero. Il pensiero della Fisica dunque lo ha fatto per l'intero percorso classico, la filosofia materialista. E con ' la nuova scienza, la quantistica dunque oggi che si produce nuovo pensiero vero, che ci fa guardare avanti Questo perch&#233; la quantistica non &#232; una scienza sperimentale. Infatti non &#232; riproducibile in laboratorio. Il proprio agire lo ritroviamo nel fatto che l'intero e ogni sua parte siano universo : ogni cosa parte intero parte-intero e viceversa , con ogni parte collegata da invisibili fili cos&#236; come diceva gi&#224; Giordano Bruno, oggi &#232; l'entanglement . Dove vige l'indeterminismo e la probabilit&#224; non predicibile di esserci ( come lo &#232; invece in Fisica classica ) Tutto questo allora potrebbe condurre ad un ente , l'autocoscienza universale, che muove intelligenze e libero arbitrio. Intanto per&#242; questa nuova nuova scienza che studia l'indeterminato, il non scomponibile in parti, il discreto e ci&#242; che non si pu&#242; misurare, non pu&#242; chiamarsi Fisica, che come si sa &#232; il suo opposto. Essa per&#242; oggi &#232; e resta scienza. Scienza del Pensiero come lo &#232; da sempre la Filosofia . Come dire : non &#232; la Tecnica oggi ad avvicinarci alla verit&#224;, ma semmai &#232; la Quantistica c che &#232; scienza del pensiero come la Filosofia. Non siamo nell'era della tecnoscienza , che annullerebbe la Filosofia. Siamo invece con la quantistica alla completezza della scienza del pensiero, che ingloba anche la Filosofia. La tecnica comunque non promuove pensiero, ma semmai ne usa le conquiste. Ed &#232; sempre la quantistica che ci invita a cambiare paradigma di pensiero anche sociale oltre che scientifico. Come dire : siamo universo olistico. ( non riducibile in parti) Quantistico. ( retto non dalle certezze deterministiche, ma dall'indeterminismo dell'entanglement estraneo alla meccanica classica ) Cosciente , perch&#233; al collasso della funzione d'onda forse la scelta dove collocarsi della particella potrebbe essere non casuale, ma essa possa scaturire da un atto di coscienza dello stato quantistico in cui avviene. Stato quantistico che si crea , si forma nello spazio vettoriale dei numeri complessi di Hilbert, il quale &#232; una evoluzione dello spazio euclideo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>IL NATALE DEI FILOSOFI</title>
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		<description>UN PO' DI NATALE FRA I FILOSOFI &lt;br /&gt;Anche Schopenhauer sente il calore del Natale ? &lt;br /&gt;. &#171; Colui che ha una grande ricchezza in s&#233; stesso &#8211; scrive in Parerga e Paralipomena &#8211; &#232; come una stanza pronta per la festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre &#187;. Il Natale, che &#232; dunque colto nell'immagine di una stanza che offre riparo in una gelida notte d'inverno, pu&#242; davvero un trovarsi nel pensiero di chi ha sempre creduto Schopenhauer come (...)


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;UN PO' DI NATALE FRA I FILOSOFI&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Anche Schopenhauer sente il calore del Natale ?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;. &#171; Colui che ha una grande ricchezza in s&#233; stesso &#8211; scrive in Parerga e Paralipomena &#8211; &#232; come una stanza pronta per la festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre &#187;.
Il Natale, che &#232; dunque colto nell'immagine di una stanza che offre riparo in una gelida notte d'inverno, pu&#242; davvero un trovarsi nel pensiero di chi ha sempre creduto Schopenhauer come l'incarnazione che detesta le feste e pratica ad oltranza il distanziamento sociale ? Con fatica probabilmente si.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La nostalgia di Nietzsche ?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il Natale che scalda i cuori e induce a pensieri di riconciliazione con la vita deve averlo conosciuto anche Nietzsche, il filosofo che, dopo aver teorizzato e annunciato la &#8220;morte di Dio&#8221;, avrebbe dovuto fare altrettanto con il Natale . Dal suo voluminoso epistolario si nota invece che era solito ricevere doni natalizi dalla sorella Elisabeth e dalla madre anche quando era difficilmente raggiungibile. In una lettera del 1880 infatti, indirizzata proprio a madre e sorella ricorda come il 25 dicembre &#171; in tutte le case si accende l'albero e si distribuiscono i doni di Natale &#187;. Il filosofo &#232; nostalgico, avverte la lontananza da casa, si misura con le difficolt&#224; del quotidiano (far quadrare i conti, trovare una pensione a buon prezzo, contattare editori sensibili e capaci, prevenire i mal di testa che gli danno l'impressione di poter impazzire da un momento all'altro), e l'atmosfera del Natale, il ricordo delle vigilie dell'Avvento trascorse da bambino in compagnia dei familiari, gli sono di conforto. E a volte pu&#242; capitargli che con l'avida curiosit&#224; di un bambino che scarta i doni che riceve per posta ; &#232; cos&#236; eccitato che come lui stesso confessa in una lettera del 1885 &#8211; perde per strada una parte del regalo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;LA MERAVIGLIA CHE FA VIVERE J. P. SARTRE&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ora se da Nietzsche, quale persona che considera il Cristianesimo come la pi&#249; grande menzogna della storia dell'umanit&#224;, sarebbe stato quasi ovvio attendersi considerazioni meno benigne sul Natale, stesso discorso potrebbe valere anche per Jean-Paul Sartre, uno dei pensatori pi&#249; tenacemente atei del secolo scorso, che, trovandosi a riflettere sul Natale durante l'esperienza di detenzione nel lager nazista di Treviri, scrisse parole toccanti sulla maternit&#224; di Maria. Infatti la descrive come la donna che mise al mondo Dio. La sola donna che ha potuto considerare Dio come una creatura di cui prendersi cura : &#171; Ella lo ha portato per nove mesi scrive Sartre in Bariona o il figlio del tuono e gli dar&#224; il seno e il suo latte diventer&#224; il sangue di Dio&#8230; Ella sente insieme che il Cristo &#232; suo figlio, il suo piccolo, e che egli &#232; Dio. Ella lo guarda e pensa : &#8220;Questo Dio &#232; mio figlio. Questa carne divina &#232; la mia carne. Egli &#232; fatto di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca &#232; la forma della mia. Egli mi assomiglia. &#200; Dio e mi assomiglia !&#8221; &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Mentre per Galimberti il Natale mette a nudo il senso di colpa dell'uomo di oggi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per Galimberti il Natale fa invece i conti con il senso di colpa dell'uomo contemporaneo che vorrebbe continuare a credere nella &#8220;magia&#8221; di un evento che &#232; stato trasformato in una sagra dell'opulenza. Egli pone una domanda : &#171; che senso ha la festivit&#224; di Natale per un laico, ma che significato essa ancora possiede per un cristiano che vive in una cultura opulenta, e in ogni suo aspetto laicizzata, dell'Occidente &#8220;cristiano&#8221; &#187; ?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cosa porti davvero il Natale sta per&#242; nel messaggio che lascia in ognuno di noi. Un messaggio d'amore che si manifesta soprattutto nella volont&#224; di conoscere noi stessi . L'amore &#232; sentimento ed esperienza , ma anche come dice Dante , la&quot; la forza che move il sole e l'altre stelle&quot; e porta alla unione , alla gioia , alla pace. L'amore dunque sta dentro all'intero universo ed &#232; con esso interconnesso. l'amore &#232; la nostra essenza. Tutto ci&#242; ci ricorda il Natale , e ci fa sentire in pace con noi stessi e con gli altri almeno in questo giorno , lo scopriamo anche in queste poche righe : di Khalil.Gibran
&quot; il vero amore non &#232; n&#233; fisico n&#233; romantico . Il vero amore si scopre nelle persone pi&#249; felici che non lo sono cos&#236; perch&#233; hanno il meglio di tutto. Esse sono quelle che traggono il meglio da ci&#242; che hanno. la vita non &#232; una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia &quot;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Astianatte&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>LA COSCIENZA</title>
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		<description>LA COSCIENZA Universo di pensiero. Ad unire le luci della volont&#224; pi&#249; profonda. A dirigere melodie fra i concerti di sapienza. E le note del pensiero pi&#249; pi&#249; bello. a disegnare i futuri della umanit&#224;. ASTIANATTE &lt;br /&gt;L' Autocoscienza nella storia della Filosofia &lt;br /&gt;DA SOCRATE AD AGOSTINO &lt;br /&gt;Mentre l'indagine dei filosofi presocratici era incentrata sulla natura, e riguardava forme di pensiero impersonale (l'intelletto di Anassagora, il numero di Pitagora, l'essere di Parmenide), &#232; con Socrate che (...)


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;LA COSCIENZA
Universo di pensiero. Ad unire le luci della volont&#224; pi&#249; profonda. A dirigere melodie fra i concerti di sapienza. E le note del pensiero pi&#249; pi&#249; bello.
a disegnare i futuri della umanit&#224;. ASTIANATTE&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L' Autocoscienza nella storia della Filosofia&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;DA SOCRATE AD AGOSTINO&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Mentre l'indagine dei filosofi presocratici era incentrata sulla natura, e riguardava forme di pensiero impersonale (l'intelletto di Anassagora, il numero di Pitagora, l'essere di Parmenide), &#232; con Socrate che per la prima volta il pensiero si sofferma sull'autocoscienza, ovvero sulla riflessione dell'anima umana su di s&#233;, intesa come io individuale. Socrate era convinto di non sapere, ma proprio per questo egli si accorse di essere il pi&#249; sapiente di tutti. A differenza degli altri, infatti, pur essendo ignorante come loro, Socrate era dotato di autocoscienza, perch&#233; &quot;sapeva&quot; di non sapere, cio&#232; era consapevole di quanto fosse vana e limitata la propria conoscenza della realt&#224;. Per Socrate tutto il sapere &#232; vano se non &#232; ricondotto alla coscienza critica del proprio &quot;io&quot;, che &#232; un &quot;sapere del sapere&quot;. L'autocoscienza &#232; quindi per lui il fondamento e la condizione suprema di ogni sapienza. &#171; Conosci te stesso &#187; sar&#224; il motto delfico che egli fece proprio, a voler dire : solo la conoscenza di s&#233; e dei propri limiti rende l'uomo sapiente, oltre a indicargli la via della virt&#249; e il presupposto morale della felicit&#224;. Per Socrate infatti una vita inconsapevole &#232; indegna di essere vissuta.
Una tale autocoscienza tuttavia non &#232; insegnabile n&#233; trasmissibile a parole, poich&#233; non &#232; il prodotto di una tecnica : ognuno deve trovarla da s&#233;. Il maestro pu&#242; solo aiutare i discepoli a farla nascere in loro, all'incirca come l'ostetrica aiuta la madre a partorire il bambino : non lo partorisce lei stessa. Questo metodo socratico era noto come maieutica ; e l'oggetto a cui mirava era da lui chiamato d&#225;im&#333;n, ovvero il demone interiore, lo spirito guida che alberga in ogni persona.
Fu Con Socrate dunque che vennero posti in tal modo i capisaldi di tutta la filosofia successiva, basata sul presupposto che la vera conoscenza non deriva dai sensi, ma nasce dall'uso consapevole della ragione.
Con Platone che come sappiamo fu allievo di Socrate si affront&#242; il problema della autocoscienza anche nella &quot;repubblica &quot;, dove per bocca di Socrate Platone affronta il tema della Autocoscienza. Come sembra per&#242; essa essa non ha un oggetto ben definito se non quello di conoscere se stessi. Per Platone dunque l'autocoscienza &#232; legata ai fondamenti della sapienza che sono gi&#224; presenti nella mente umana perch&#233; eterni, ma si dimenticano all'atto della nascita. Conoscere dunque per Platone significa ricordare. Cio&#232; diventare coscienti di questo sapere interiore che sta a livello inconscio dentro di noi , ed &#232; perci&#242; innato. Quindi gli organi sensitivi secondo il filosofo hanno solo la funzione di risvegliare dentro di noi il ricordo, l'autocoscienza da risvegliare. Essa per&#242; non dipende dagli oggetti della realt&#224; sensibile, ma &#232; qualcosa di assoluto. Nel diventare allora coscienti delle idee ci accorgiamo dei limiti del mondo terreno ed anche della impossibilit&#224; di avere una conoscenza certa sulla base di dati acquisiti solo con l'esperienza , prescindendo cio&#232; dalla libera autocoscienza del pensiero.
Anche in Aristotele comunque &#232; presente la riflessione sulla autocoscienza . Infatti egli parla del &quot; Pensiero di pensiero &quot; come presupposto della conoscenza, che lui intende come scienza degli universali. Tutto ci&#242; &#232; opera dell'intelletto, mentre i sensi possono solo dare conoscenza limitata. Si tratta di un processo che si evolve. In una prima fase l'intelletto &#232; passivo e recepisce solo gli aspetti contingenti e transitori della realt&#224;, per poi addivenire all'intelletto attivo , che coglie l'essenza della realt&#224; e cos&#236; facendo porta a compimento il processo di consapevolezza portandolo dalla potenza all'atto. Alla fine l'atto puro, che &#232; Dio sar&#224; la pura autocoscienza, cio&#232; &quot; il pensiero di pensiero&quot; , che pensa perennemente se stesso e coglie la realizzazione compiuta di ogni ente in divenire pur restando immobile. Come dire : il fine della Filosofia secondo Aristotele &#232; la capacit&#224; della autocoscienza che differenzia l'uomo dagli animali
E' comunque nel sistema filosofico dei Neoplatonici II secolo d.C fino al VII d.C. , in particolare con Plotino che il tema della autocoscienza diventa emanazione dall'UNO.
Egli adopera il termine Nous gi&#224; utilizzato da Anassagora e Aristotele per indicare appunto l'attivit&#224; autocosciente del Pensiero. Con Plotino torna anche la polemica contro le teorie atomiste della conoscenza, essendo l'Autocoscienza per lui il fondamento supremo e immediato del sapere, superiore alla conoscenza di tipo mediato propria della razionalit&#224; discorsiva (e superiore alla conoscenza sensibile) : qualcosa cio&#232; di non componibile. Essa &#232; la diretta espressione dell'Uno, il quale traboccando esce fuori da s&#233;, in uno stato di estasi contemplativa, producendo la propria autocoscienza. Il Nous o Intelletto &#232; appunto questa autocoscienza dell'Uno, che si sdoppia cos&#236; in un soggetto contemplante e un oggetto contemplato, i quali formano una realt&#224; sola, perch&#233; il soggetto pensante &#232; identico all'oggetto pensato : si tratta dell'identit&#224; immediata di Essere e Pensiero di cui aveva parlato anche Parmenide, situata al di l&#224; dell'opera mediatrice della ragione, e quindi raggiungibile solo tramite intuizione. Insomma Una volta che il pensiero sar&#224; privato di ogni contenuto, esso stesso si fermer&#224;, poich&#233; non pu&#242; esistere un pensiero senza contenuto, e quindi uscendo da s&#233; si avr&#224; l'estasi, quando la propria individualit&#224; si identifichi con quella di Dio. Vivere una tale esperienza &#232; dato a pochissimi, a causa della situazione paradossale per cui, come dice Plotino, &#171; per superare s&#233; stessi occorre sprofondare in s&#233; stessi &#187;.
L'autocoscienza poi nel pensiero cristiano divenne quindi un tema di rilievo nell'ambito della riflessione cristiana, essendo vista come la manifestazione pi&#249; diretta e immediata di Dio, che secondo il cristianesimo alberga nell'interiorit&#224; di ogni essere umano. Diventare coscienti di s&#233; significava dunque diventare coscienti della voce divina.
Anche Agostino, rifacendosi a Plotino, avvert&#236; fortemente il richiamo dell'interiorit&#224; :[ &#171; Gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, e non pensano a se stessi &#187;. Egli mise in risalto come Dio, in quanto non &#232; oggetto ma Soggetto, sia presente nell'interiorit&#224; del nostro io pi&#249; di noi stessi, e rappresenti per il nostro pensiero la condizione del suo costituirsi e la sua meta naturale. Nel risalire a Lui, occorre per&#242; attraversare la fase del dubbio, che &#232; un momento essenziale e indicativo del disvelarsi della verit&#224;. Nel dubbio si &#232; portati a non credere a niente, e tuttavia non si pu&#242; dubitare del dubbio stesso, ossia del fatto che sto dubitando. La coscienza del mio dubbio &#232; garanzia sicura di verit&#224;, perch&#233; &#232; un sapere innato, che presuppone qualcosa di superiore come sua causa. Il dubbio consapevole permette cos&#236; di riconoscere le false illusioni che sbarravano l'accesso alla verit&#224;, dopodich&#233; l'anima non pu&#242; propriamente possedere Dio, ma piuttosto ne verr&#224; posseduta. Questa autocoscienza, che si produce in un lampo di intuizione, &#232; essenzialmente un dono di Dio.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;AGOSTINO D'IPPONA&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Agostino d'ippona ha ha operato nel msecolo 400 dopo Cristo seguendo e diffondendo il pensiero Cristiano, del periodo neo platonico del proprio tempo. Fu il precursore del ruolo della chiesa nella Societ&#224; civile in chiave moderna ?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;S&#236;, Agostino d'Ippona (354-430 d.C.) ha operato tra il IV e il V secolo d.C., convertendosi al cristianesimo e fondendo la dottrina cristiana con il pensiero neoplatonico (specialmente attraverso Plotino), contribuendo in modo fondamentale alla sua definizione teologica occidentale. Riguardo al suo ruolo nel rapporto tra Chiesa e societ&#224; civile, la questione &#232; complessa : Se ha avuto una visione moderna della chiesa &#232; bene dire che Agostino non ha concepito la separazione Stato-Chiesa intesa come laicit&#224; moderna, &quot; la libera chiesa in libero stato &quot; gi&#224; pensata da Cavour , come chiesa separata dallo Stato in modo laico. Fu per&#242; il precursore medievale di una Chiesa che vedeva la Societ&#224; civile fusa, comprensiva, formata di laicit&#224; e spiritualit&#224; che avrebbe dovuto svilupparsi nella storia nella giusta autonomia, ma ben presente nei valori spirituali di certo imprescindibili per una sana crescita dei Popoli. In questa chiave sta la modernit&#224; della chiesa di Agostino. Di certo non relegata alla sola preghiera e al sostegno interno dei suoi valori pastorali , ma aperta per i contributi alla Societ&#224; civile. Insomma non una chiesa bigotta e chiusa ma apertas al confronto sui valori della civilt&#224;. Poi98 &#232; pur vero che abbia dovuto fare i conti fra il potere spirituale e quello temporale di quel medio Evo Precursore medievale : Tuttavia, la sua opera De Civitate Dei (&quot;La Citt&#224; di Dio&quot;) ha strutturato il rapporto tra potere spirituale e temporale per tutto il Medioevo. Vedeva infatti le due citt&#224; : una di Dio e l'altra dello Stato . la prima che operava per l'amore di Dio , mentre l'altra pi&#249; che per l'amore di s&#233; , si potrebbe pensare in chiave moderna per la ricerca della bellezza interiore di s&#233; . Non pensava dunque lo Stato come un male da non poter risolvere , ma come l'Istituto pi&#249; alto di una Comunit&#224; necessario per una corretta vita sociale , che seguendo la parola di Dio, si assolveva dal peccato originale. Quindi per Agostino la Chiesa non aveva un ruolo che finiva dentro se stessa, ma svolgeva un ruolo critico nei processi della societ&#224; in cui operava. Agostino non ebbe mai a dire che la Chiesa doveva essere il supremo valore dello Stato e lo Stato doveva essere assoggettato ad essa. Questo ahim&#232; &#232; stata la Chiesa del Dopo Agostino per molto tempo. Chiesa che ha sempre confuso Agostino nella propria interpretazione, facendo seri danni a se stessa , alla societ&#224; anche e al pensiero agostiniano. Infatti Agostino pensava altro dal potere della chiesa sullo stato. Questa Chiesa cos&#236; impostata alla fine ha anche creato tutte le incomprensioni sui valori della spiritualit&#224;, i quali poi hanno avuto pure la conclusione del &quot; Cattocomunismo &quot; , ad aggravarne la giusta diffusione. Una chiesa dunque utile alla crescita spirituale delle societ&#224; fu voluta da Agostino e sta qui la sua modernit&#224; per&#242;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ruolo della Chiesa : Per Agostino, la Chiesa ha la missione di guidare l'umanit&#224; verso la salvezza, agendo come coscienza critica del potere politico.
L'influenza (e il fraintendimento) : Sebbene Agostino non sostenesse apertamente l'asservimento dello Stato alla Chiesa, le sue idee furono reinterpretate nel medioevo (Agostinismo politico) per legittimare la supremazia papale su quella imperiale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;PolSci Institute +4
In sintesi, Agostino &#232; il precursore dell'idea che la Chiesa abbia una missione pubblica e sociale, ma la sua visione era teocentrica (Dio al centro),&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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		<title>Massa inerziale e massa gravitazionale</title>
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		<description>Portiamo l'esempio dell'ascensore che sale verso il 30&#176; piano di un grattacielo. con due persone dentro. Ad un certo punto l'ascensore si blocca o per un guasto elettrico o per altro . Poi si sblocca e prende e scendere velocemente come si sa con accelerazione di gravit&#224; g = 9.81 m/s2. Anche le due persone dentro l'ascensore cadono con la stessa accelerazione e di conseguenza dentro l'ascensore hanno la sensazione di galleggiare. E' lo stesso fenomeno che si evidenzia nelle astronavi quando (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;Portiamo l'esempio dell'ascensore che sale verso il 30&#176; piano di un grattacielo. con due persone dentro. Ad un certo punto l'ascensore si blocca o per un guasto elettrico o per altro . Poi si sblocca e prende e scendere velocemente come si sa con accelerazione di gravit&#224; g = 9.81 m/s2. Anche le due persone dentro l'ascensore cadono con la stessa accelerazione e di conseguenza dentro l'ascensore hanno la sensazione di galleggiare. E' lo stesso fenomeno che si evidenzia nelle astronavi quando escono dalla gravit&#224; terrestre. Per&#242; se la nostra navetta spaziale accende i motori con una forza di accelerazione pari a quella della gravit&#224; &quot;g&quot; tutto ci&#242; che sta dentro la navicella si comporta come se fosse sulla terra attaccato al fondo della navicella. . Questo allora cosa significa se non che la massa gravitazionale &quot;g&quot; che si evidenzia con la attrazione fra due corpi , coincide con quella inerziale &quot;m&quot; di un corpo che subisce una spinta pari alla gravit&#224; g. Quest'ultima &#232; allora la massa inerziale &quot;m &quot; che si distingue da quella gravitazionale &quot;g&quot; , ma hanno la stessa intensit&#224; , sono uguali. Da questo si evince che nella formula F= m.a del secondo principio della dinamica di Newton la massa &quot; m &quot; che compare risulta essere la massa inerziale. Cio&#232; quella che produce una spinta , una forza di accelerazione ad un corpo. Detto questo vediamo come Galileo giunge alle stesse conclusioni con l'esperimento presunto di far cadere due corpi fra loro di diverso peso dalla torre di Pisa, quando fu professore di matematica nell'ateneo cittadino. Lui fa cadere le due palle e arrivano ai piedi della torre nello stesso istante . Perch&#233; avviene questo ? Galileo come si sa fece altre valutazioni per giungere e alle stesse conclusioni , ma si si analizza il fenomeno cos&#236; come accade vediamo cosa si pu&#242; dire delle due palle in caduta libera. Intanto si pu&#242; affermare che la palla pi&#249; pesante cade pi&#249; velocemente di quella leggera, perch&#233; la forza di attrazione fra la terra ed essa &#232; maggiore e quindi restando fermi a questa valutazione arriverebbe ai piedi della torre prima la palla pi&#249; pesante. Infatti la palla pi&#249; leggera per la forza di gravit&#224; cade meno velocemente. Ma poi cosa accade insieme a questo alle due palle ? Accade che la pi&#249; pesante fa pi&#249; resistenza al movimento di caduta , rispetto a quella pi&#249; leggera che invece facendone meno acquista pi&#249; velocit&#224;. le due differenze alla fine si equivalgono per rendere il movimento di caduta uniforme e giungere i due corpi nello stesso istante ai piedi della torre. E anche con questo si dimostra la distinzione delle due masse una inerziale che si oppone al movimento e l'altra gravitazionale di attrazione di ogni corpo . E nella formula F= m.a del secondo principio della dinamica di Newton, come detto sopra , &quot;m&quot; &#232; la massa inerziale. Quella del corpo che si oppone ad una spinta, essa si si applica come nell'esempio della navetta spaziale in una condizione di assenza di peso e quando essa viene accelerata con una spinta uguale a quella di Gravit&#224; &quot;g . lo stesso corpo nella navetta subisce la medesima attrazione terrestre e non ha nessuna sensazione di differenza dallo stare sulla terra.&lt;/div&gt;
		
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		<title>FICHTE E LA SUA FILOSOFIA</title>
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		<description>Il 19&#176; secolo . La Filosofia : l'Idealismo : Ficthe. Dove potremmo andare nel 3&#176; millennio &lt;br /&gt;Fichte &#232; stato un filosofo che, sin dalle origini della sua speculazione filosofica, ha avuto a cuore e ha cercato di argomentare la necessit&#224; di far valere, in ogni campo, i principi della ragione e della libert&#224;. Per&#242; &#232; divenuto, con l'opera &quot;Discorsi alla nazione tedesca&quot;, famoso per un travisamento della sua teoria, che per&#242; era facile travisare. Molte frasi, in cui il filosofo sosteneva la (...)


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il 19&#176; secolo . La Filosofia : l'Idealismo : Ficthe. Dove potremmo andare nel 3&#176; millennio&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Fichte &#232; stato un filosofo che, sin dalle origini della sua speculazione filosofica, ha avuto a cuore e ha cercato di argomentare la necessit&#224; di far valere, in ogni campo, i principi della ragione e della libert&#224;. Per&#242; &#232; divenuto, con l'opera &quot;Discorsi alla nazione tedesca&quot;, famoso per un travisamento della sua teoria, che per&#242; era facile travisare. Molte frasi, in cui il filosofo sosteneva la &#8220;superiorit&#224;&#8221; culturale e spirituale del popolo tedesco, sono state riprese e hanno costituito l'armamentario teorico dell'ideologia nazionalista e nazista. Hitler, nel suo Mein Kampf, infatti, cita pi&#249; volte Fichte, trasformando la &#8220;missione&#8221; rintracciata dal filosofo in un primato razziale e politico-militare.
E anche questa &#232; una verit&#224;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Riguardo alla sua visione filosofica, sappiamo come Fichte fosse estimatore di Kant e da lui prendesse le mosse per fare Filoosfia propria. V'&#232; da dire per&#242; che si distacc&#242; da Kant quando a suo modo intese risolvere il problema del noumeno. Di certo anche altri Filosofi vicini a Kant avevano sollevato porplessit&#224; sul noumeno, cio&#232; una realt&#224; in s&#233; inconoscibile da cui,per&#242;, derivava la nostra conoscenza . Fichte critic&#242; l'io kantiano quale semplice ordinatore di una realt&#224; gi&#224; esistente , era per cos&#236; dire un io limitato nel suo agire dal noumeno ,di fatto a lui estraneo.
Per Fichte invece l'Io &#232; il creatore, un infinito ( io puro) , il soggetto che crea ogni cosa. Questo riconoscere il ruolo assoluto del soggetto, detto anche Spirito, sancisce la nascita di una nuova filosofia , l'Idealismo, che proseguir&#224; poi con Schelling ed Hegel. E' bene chiarire che l'io Fichtiano &#232; quello che crea tutta la realt&#224; e quindi Ficthe descrive l'infinita attivit&#224; creatrice dell'Io, principio di ogni scienza . L'Io per Fichte &#232; una attivit&#224; creatrice universale , infinita ( io puro) non un soggetto specifico come siamo noi. Secondo Fichte contrapposto all'Idealismo c'era soltanto il dogmatismo, il quale partiva dalla realt&#224; materiale esterna per spiegare il Soggetto, limitando cos&#236; l'autonomia del singolo. E' da queste premesse che Fichte fa nascere la dottrina della scienza.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'Io di Fichte si sviluppa in tre momenti dialettici :
Vediamo i tre momenti dell'io di Fichte.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;TESI : &quot;l'Io pone se stesso &quot; quindi in primis l'Io afferma se stesso. E' come una attivit&#224; autocreatrice, che ha immediata consapevolezza di se stessa.
ANTITESI : &quot;l'Io pone il non-io&quot;. ossia per potersi realizzare come attivit&#224; creatrice l'Io ha bisogno di trovare un limite . Oppone dunque a se stesso un non-io ( natura, corpo, mondo) con cui lottare per poter procedere.
SINTESI : &quot;l'io oppone nell'io, all'io divisibile, un non- io divisibile Cio&#232;, l'io infinito, avendo creato il non-io, si ritrova materialmnte ad esistere come tanti noi, individui, (io divisibile o finito) opposti a molteplici cose ( non -io divisibili) Ed &#232; la situazione del nostro mondo.
Seguiamo il ragionamento di Fichte, articolato nei tre momenti :
Essi tendono per lo pi&#249; a spiegare questo :
1) la natura ( il non-io) non esiste come realt&#224; autonoma , indipendente e preesistente al soggetto , ma c'&#232; come scenario fondamentale dello sviluppo dello Spirito.
L'Io infinito si concretizza in una serie di io finiti. L'Io puro &#232; per Ficte una tensione continua, uno Streben ( sforzo in tedesco) infinito volto al superamento di tutti gli ostacoli. la vita del singolo uomo &#232; dunque una continua tensione verso 'infinito che non avr&#224; mai fine
Ma perch&#232; si chiede infine Ficthe , se &#232; l'Io a porre il non - io ( cio&#232; la realt&#224; ) noi percepiamo il mondo come fuori da noi ?
la risposta del filosofo sta nella stessa attivit&#224; creatrice dell'Io, che &#232; inconsapevole. E' soltanto attraverso vari fasi della consoscenza che il soggetto riconosce che tutto ci&#242; che esiste sia in realt&#224; un prodotto di se stesso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cosa suggerisce Astianatte&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Proviamo a pensare l'Io puro Fichtiano non come soggetto, ma come Spirito gi&#224; presente e contenuto nella vita reale e questa venga da esso plasmata. Sar&#224; la vita reale ad iniziare un nuovo percorso di pensiero, che la condurr&#224; ad una pi&#249; compiuta comprensione di se stessa , 1) per dare senso alla unione dei suoi processi e percorsi dal macro cosmo al micro cosmo, 2)per dare un senso di completezza e di verit&#224; alla propria esistenza, 3)per evitare gli ostacoli ed ogni streben per superarli . Forse oggi, con le nuove visioni di pensiero a cui ci conduce la fisica quantistica, dovremmo cominciare a porre il Pensiero sui solchi pi&#249; evoluti della Filosofia, che in qualche modo stanno anche fra le righe del pensiero di Ficthe.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;4Idealismo etico di Fichte&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<description>Sappiamo dalla quantistica che La realt&#224; non &#232; fatta di parti separabili ma di parti intero. Cos&#236; come l'elettrone non esiste come parte separabile del campo ma &#232; uno stato del campo inseparabile da esso. Noi siamo parti intero che comunichiamo per conoscere noi stessi. Per questa ragione &#232; indispensabile il rapporto con gli altri Per questo la cooperazione &#232; la legge dell'universo e non la competizione. Ma oggi prevalgono materialismo ed egoismo e la loro guida &#232; un disastro per le complicazioni (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Sappiamo dalla quantistica che La realt&#224; non &#232; fatta di parti separabili ma di parti intero. Cos&#236; come l'elettrone non esiste come parte separabile del campo ma &#232; uno stato del campo inseparabile da esso. Noi siamo parti intero che comunichiamo per conoscere noi stessi. Per questa ragione &#232; indispensabile il rapporto con gli altri Per questo la cooperazione &#232; la legge dell'universo e non la competizione. Ma oggi prevalgono materialismo ed egoismo e la loro guida &#232; un disastro per le complicazioni che fanno della vita. E' bene ricordare che noi siamo realt&#224; quantistica che fa parte di un tutto e il tutto fa parte di noi , di conseguenza quando noi si prende atto di essere parti intero sappiamo anche che il male o il bene che facciamo agli altri lo facciamo a noi stessi. Questo per&#242; ci obbliga a cambiare pensiero , dal materialismo a quello di sentirci parte dell'universo. Come dire :
Quando noi sappiamo di essere parti intero, cio&#232; siamo parti di un intero che sta in noi, si deve cambiare modello di pensiero con un cambio di prospettiva, dal materialismo a un senso di appartenenza all'universo. Ed anche : se cos&#236; stanno le cose e siamo realt&#224; quantistica, usciamo anche dalle certezze del determinismo e dalla propria visione probabilista degli accadimenti. Infatti le probabilit&#224; nel determinismo sono prevedibili , mentre nella condizione dell'indeterminismo della quantistica, diventano immaginabili , probabili, soggette ad un continuo cambiamento. Riflettendo su questi due stati si pu&#242; pensare che siamo parti intero e si coglie la continuit&#224; Parmenidea , ma siamo anche dentro all'indeterminismo del cambiamento di stato perenne di non determinabile ma probabile e si coglie il divenire di Eraclito. Infine si pu&#242; concludere che il mondo della quantistica vive con coscienza e libero arbitrio ? Se &#232; cos&#236; , allora coscienza e libero arbitrio sono enti gi&#224; presenti prima dell'universo e lo hanno plasmato e definito. Cosa starebbe a significare questo ? Che alla morte del corpo , della vita universale, resterebbero i due enti Coscienza e Libero Arbitrio a plasmare e definire un altro universo...&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Poesia&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I QUANTI&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Chi Sei ?
Sono un Fotone.
Un elettrone.
La luce.
Cosa fai ?
Mi cullano campi e onde .
vivo fra il saltellar d'elettroni.
A fare nuovo pensiero.
A te cosa importa ?
Ma dove vai ?
Fermati !
Non ti voglio pi&#249; vedere sei antipatico.
E' sparito ! E ora ?
Eccomi : cosa vuoi adesso ?
Ma io non ti ho cercato !
Si che lo hai fatto, senn&#242; non c'ero.
Per&#242; non sei dove stavi prima !
Lo so, ma &#232; un tuo problema.
Io sono dove dove &#232; probabile che io sia..&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;ASTIANATTE&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;FRASE CELEBRE&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&quot;La coscienza e il libero arbitrio esistono e sono fenomeni puramente quantistici esistenti in una realt&#224; pi&#249; vasta di quella che gli strumenti e il corpo umano possono rilevare. Questa realt&#224; si pu&#242; solo esplorare unendo profondamente scienza e spiritualit&#224; e ponendo fine al tragico dualismo che oggi le separa.&quot;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;F. FAGGIN&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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